Alcuni aspetti delle sepolture di età romana di oderzo

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Voce principale: Oderzo. Testimonianza della pacifica convivenza tra i due popoli fu la realizzazione nel a. Le fortune di Oderzo continuano nel I secolo a. Si tratta, in pratica, del territorio delle attuali Diocesi di Vittorio Veneto e di Pordenone. La Diocesi di Oderzola quale oggi ha sede a Vittorio Venetoricalcava i confini amministrativi romani, e li ha mantenuti con poche varianti fino al giorno d'oggi [4].

Nonostante questo, fino in pratica alla fine della Seconda guerra mondialenei contratti di vendita dei terreni era solitamente inserita una clausola, la ius puteila quale prevedeva che nel caso scavando fosse tornato alla luce il tesoro, questo sarebbe spettato di diritto al vecchio proprietario. Esattamente cento anni dopo, neluna spaventosa alluvione muta la geografia del Veneto e della Pianura Padana [5] : oltre all' Adige e ad altri fiumi anche il Piave muta il suo corso assumendo quello attuale, spostandosi di circa otto km a sud-ovest.

Nel o nell'anno successivo, un periodo di tregua durato trent'anni termina improvvisamente dopo un tragico fatto di sangue avvenuto proprio a Oderzo. Il patrizio Gregorio invita a Oderzo i longobardi Caco e Tasonefigli di Gisulfo II duca del Friuli per un incontro conviviale, e giura di tagliare la barba al primo e di "adottarlo" come proprio figlio [6].

Gregorio quindi scioglie il giuramento tagliando la barba alla testa mozzata di Tasone [7]. Oderzo fu distrutta nuovamente, stavolta dai Veneziani, nel Nel frattempo in tutta Italia si sta diffondendo il fenomeno del feudalesimo : i Vescovi della zona iniziano ad affidare le proprie terre a ricche famiglie locali, alcune delle quali provenienti da nord. Sotto Venezia Oderzo viene messa a capo di un "territorio" che aveva ai confini il Piave ad Ovest, il canale Piavon ad est, il Monticano a nord e l'abitato di Campodipietra a sud.

Per questo due illustri rappresentanti di Oderzo e della vicina Motta di Livenza, si recheranno a Campoformio o a Villa Manin a Passarianoper chiedere un risarcimento danni, e ci riusciranno, sbandierando delle presunte origini trevigiane del generale francese: Tolberto da Caminonobile locale marito della celebre nobildonna duecentesca Gaiaera infatti figlio di una Bonaparte.

Alla fine del secolo, con Alberto Martini -precursore del surrealismoa Oderzo inizia una lunga tradizione di pittori che continua ancora ai giorni nostri. Il 16 agosto del sono ancora una volta i Giuseppini a fondare il "Patronato Turroni", oratorio tuttora esistente.

Fedeli al motto "Pregare Imparare Giocare", i Murialdini istituiranno a breve in patronato anche una filodrammatica, la squadra ginnica, la banda, il cinema e il gruppo scouts "Oderzo 1". Nel il Comune di Oderzo assorbe il territorio comunale della vicina Piavon.

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Queste culminarono con l'impiccagione a Camino di Giovanni Girardini e Bruno Tonello, due studenti universitari antifascisti, il 12 settembre [9]e la strage di Oderzo del 30 aprileovvero l'esecuzione sommaria di persone sospettate di appartenere al Partito Fascistaevento riportato da Gianpaolo Pansa nel suo romanzo Il sangue dei vinti del [10]. Alla fine della guerra anche qui si sentono a pieno le conseguenze del boom economico degli anni sessantache chiudere decenni di massiccia emigrazione.

Ulteriore spinta all'economia cittadina viene data dal cosiddetto " miracolo del Nord-Est " negli anni ottanta e novanta [11]. Da Wikipedia, l'enciclopedia libera. Portale Storia d'Italia. Portale Veneto. Categoria : Storia di Oderzo. Menu di navigazione Strumenti personali Accesso non effettuato discussioni contributi registrati entra. Namespace Voce Discussione.

Visite Leggi Modifica Modifica wikitesto Cronologia. Wikimedia Commons.La presenza romana si intensifica durante il I e il II secolo a. I Romani, infatti, dopo la conquista della regione altoadriatica, la fondazione della colonia di Aquileia nel a. Il castelliere nella frazione di San Martino, chiamato secondo la tradizione orale il Chiscjel e meglio conosciuto come "castelliere di Rividischia", di forma poligonale, si estende per oltre 1,5 ettari. Numerosi sono i ritrovamenti di frammenti in ceramica, in terracotta e di utensili metallici risalenti a epoche pre-romane e romane.

Nella zona denominata lis Moraulissituata a sud di Codroipo e delimitata a est dal torrente Corno, sorge il secondo castelliere: in luogo protetto e servito dall'acqua si trova la Gradiscjeun terrapieno artificiale di forma romboidale, che si eleva di circa due metri dal resto della campagna.

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Le direttrici principali si orientavano in direzione sud-nord e ovest-est: la prima, probabilmente esistente in epoca protostorica e fatta rettificare e potenziare da Augusto nel a. Di questa strada non conosciamo il nome, ma sono stati reperiti i miliari che ne seguivano il tracciato. La seconda strada si staccava dalla via Postumia ad Opitergium Oderzoproseguiva verso nord per poi piegare ad est, oltrepassare il Tagliamento all'altezza di Biauzzo, raggiungere prima Codroipo per poi, seguendo a nord la linea delle risorgive, innestarsi nella consolare che da Aquileia portava a Emona l'odierna Lubiana.

Va segnalato tuttavia che secondo alcuni storici, questa seconda via non era un semplice raccordo, ma la Postumia stessa che, costruita nel a. Dal V secolo d. Moraulisinfatti, deriva dalla parola slava morava, erbetta, a indicare la ricchezza di erba dei pascoli irrorati dalle risorgive; l'Armentarezza era invece la strada che portava al terreno di pascolo libero per il bestiame, l'armentum.A questa documentazione si aggiunge ancora una fonte preziosa costituita dai testi delle iscrizioni funerarie che, poste presso il sepolcro, forniscono dettagliate informazioni sui modi di onorare la memoria del defunto; spesso si tratta di vere e proprie prescrizioni, regolate da norme giuridiche o semplicemente osservate per consuetudine religiosa.

Oltre allo studio dei caratteri metrici e morfologici dello scheletro, l'analisi del DNA dei resti scheletrici o mummificati consente di ricostruire le caratteristiche paleogenetiche dell'individuo e di campioni di popolazione. L'illustre famiglia patrizia dei Cornelii, ad esempio, non interruppe mai la pratica inumatoria, anche nel periodo di massima diffusione della cremazione, scelta da Silla, il quale per primo infranse la tradizione familiare.

Oltre a queste due pratiche funerarie Lucrezio ricorda l'imbalsamazione secondo l'usanza orientale, menzionata da Democrito, di conservare il cadavere nel miele III, Un'altra tomba a camera IV sec.

Giovanni in Laterano, faceva parte di una serie di sepolcri collocati lungo la via Celimontana; anche la tomba degli Scipioni sulla via Appia, nel suo impianto originario risalente agli inizi del III sec. Fino alla fine del III secolo, dunque, l'assetto delle necropoli era tutt'altro che monumentale, dal momento che la distinzione del ceto sociale di appartenenza si esprimeva essenzialmente all'interno della tomba nella ricchezza del corredo e della decorazione interna della camera sepolcrale.

Allo stesso modo nelle tombe medio-repubblicane della necropoli della Colombella a Preneste, costituite da un semplice cassone di tufo completamente interrato, alla ricchezza del corredo non corrisponde alcun tipo di monumentalizzazione della tomba. Nel II sec. Anche nelle necropoli rupestri, come ad esempio a Norchia e Sovana, vengono adottate soluzioni architettoniche che riproducono colonnati e fregi decorati.

Tra il I sec. Recenti indagini sulle necropoli dell'Italia settentrionale, a Padova, Altino, Aquileia, hanno rivelato stringenti analogie nei criteri di occupazione degli spazi con le necropoli di Roma.

Nel corso del I sec. I colombari, attestati tra la fine del I sec. Le costruzioni erano ipogee, tranne alcune eccezioni come il colombario dei liberti di Augusto sulla via Appia, mentre nel recinto soprastante erano approntati triclini, strutture di servizio, stele e altari. La decorazione continua ad essere rivolta all'interno dell'edificio e le facciate, uniformate nel modello architettonico e nei materiali, perdono importanza; talvolta dalle strette vie di servizio che si snodavano all'interno delle necropoli era persino impossibile apprezzarne il prospetto.

Quest'ultima, per l'ottimo stato di conservazione e per l'avanzato stato degli studi, illustra in maniera esemplare criteri di occupazione degli spazi e tipologia delle sepolture, illustrando lo sviluppo del sepolcreto dal I sec.

Anche nelle regioni orientali, dopo un periodo di maggiore persistenza della tradizione ellenistica, nel II sec. Tuttavia il panorama si presenta nel complesso meno omogeneo. Nella Turchia meridionale si distinguono le necropoli di Eleusa Sebaste e di Termesso, dove le tombe, raggruppate in modo irregolare, non rispettano necessariamente l'orientamento stradale.

L'età romana

Nelle aree suburbane sontuosi monumenti sepolcrali sorgevano in relazione alle grandi ville rustiche. Non di rado, infatti, le tombe dei proprietari dei praedia, eminenti personaggi di rango senatorio, erano costruite all'interno dei possedimenti, dove venivano seppelliti anche i membri della famiglia e i servi, posti in semplici tombe "a cappuccina".

Anche per questo tipo di tombe era previsto un segnacolo costituito spesso da un'anfora o da un altro tipo di vaso infisso nel terreno. Presso Formia la cosiddetta Tomba di Cicerone era circondata da un basso muro di cinta dal quale spiccava la struttura piramidale del monumento. Il giardino coltivato all'interno del recinto conferisce allo spazio funerario le caratteristiche del locus amoenus che rendevano piacevole la sosta al visitatore Cic.

La costruzione dell'edificio sepolcrale necessitava di una serie di operazioni preliminari delle quali il committente si occupava direttamente e per tempo.Il corredo della Tomba 13 I-II sec. Sei secoli di storia, dal I al VI secolo d. La direttrice Marianna Bressan nella nuova aula didattica del museo Archeologico nazionale di Altino foto Graziano Tavan. Ma i progetti in cantiere per il non finiscono qui. Il prof.

alcuni aspetti delle sepolture di età romana di oderzo

Corredo della Tomba 33 I sec. Cavallino giocattolo in ceramica arancio I-V sec. Fibula del III sec. Elementi di collana del IV sec. Un racconto per oggetti dunque, attraverso sei secoli dal I al VI sec. Il Genius Cucullatus, statuetta in ceramica arancio del I sec. Emergono in questo modo, muovendosi tra le sale, i ritratti degli antichi opitergini: una donna con i suoi gioielli e uno specchio, un bambino con un sonaglio la statuina di Genius Cucullatus donato come passatempo ma anche a protezione dagli spiriti maligni, forse un soldato romano con il suo coltello.

Popoli e culture dell'Italia preromana. I Liguri

I corredi presentano esempi pregiati di vetri piatti, bottiglie, piccoli balsamarigiocattoli, materiale ceramico, fibule bronzee, oltre alle caratteristiche monete. Il percorso si conclude, a Palazzo Foscolo, con una sezione fotografica dedicata al lungo processo di studio, analisi, restauro ecc. Oderzo continua dunque a rivelare nuovi tasselli della sua storia e nuove incredibili testimonianze degli uomini e delle donne che hanno abitato queste terre.

Cavallino in bronzo dei veneti antichi V-IV sec. Non vedi? Le sepolture 11 e 49, le uniche equine, dalla necropoli preromana Opera Pia Moro di Oderzo da Gambacurta. About Iscriviti tramite RSS.

Oderzo Tv. Se volete contattarmi o inviare news: archeologiavocidalpassato gmail. Ricerca per:.Nel millennio circa compreso fra la fondazione della prima colonia romana, Aquileia, nel a. In questa trama di rapporti l'Oriente greco appare l'interlocutore privilegiato, ma sono in piena evidenza anche l'Africa, non meno che le aree transalpine e, ovviamente, Roma.

All'interno di questi recinti venivano posti i segnacoli che potevano assumere la connotazione di un vero e proprio mausoleo su podio, quadrangolare o cilindrico, ad edicola o a "tholos", con copertura frontonata, a cuspide o piramidale oppure presentare misure piu ridotte, come gli altari, le stele, i cippi, ottagonali o cilindrici, le urne, ecc. Non mancarono tuttavia persistenze della tipologia stelare, che nel IV sec.

Dall'analisi di tale classe di monumenti risulta evidente che, nonostante l'adesione al modello sia completa dal punto di vista strutturale, non mancano influssi da ambienti diversi, che si concretizzano ad esempio nell'adozione del bucranio di tipo "Hautskelette" 4che presenta la testa di bue scarnificata ma ancora coperta dalla pelle con ciuffo di peli fra le corna, secondo una tipologia greco-orientale cf.

In area municipale sembra invece preferita la protome bovina naturalistica tipica della tradizione micro-asiatica e greco-insulare. Nell'ambito di questa categoria di monumenti va ricordato quello di L. Fra i monumenti su podio godette di particolare fortuna quello con colonnato circolare e coronamento cuspidato, all'interno del quale venivano posti la statua o le statue dei defunti.

Alla stessa matrice ellenismo italico di ispirazione greco-orientale possiamo riferire anche la copertura a lati concavi si v. Nell'adattamento alto-adriatico il tipo presenta numerose varianti da ascrivere da un lato ad una maggior incidenza del classicismo urbano, dall'altro ad autonomi stimoli dell'ellenismo greco-orientale.

Cronologicamente il complesso sembra doversi datare nei primissimi anni del I sec.

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Marcello nele parzialmente ricomposto nel locale Museo. Tale forma, che non sembra documentata in area italica, ad eccezione dell'isolata testimonianza di Cosa II sec. In ambiente micro-asiatico questo singolare modello a pianta triangolare appare documentato per ben due volte a Mileto, nel monumento onorario del porto, dedicato verisimilmente nel 63 a.

A mezzo fra il monumento-mausoleo e il segnacolo funerario stanno i cosiddetti monumenti "ad ara", singolare categoria attestata quasi esclusivamente ad Aquileia 20 ; sotto questa denominazione si classificano quei monumenti che presentano una struttura cubica poggiante su gradini, con coronamento formato da pulvini a cui generalmente si aggiunge una snella cuspide. Si tratta quindi di un compromesso fra il tipo ad altare, di matrice ellenistica, che godette di una certa fortuna in area urbana e italica, e la riproduzione miniaturistica del mausoleo ad edicola con cuspide quadrangolare, di cui restano numerose testimonianze in area emiliana.

Il rapporto con quest'ultimo appare particolarmente evidente nelle are di "Postumius Hilarus", di "Sabia Optata", di "Plotia Plotina", di "Oetius Rixa" con coronamento non pertinenteche presentano la fronte inquadrata da colonnine e partizioni architettoniche anche sui lati In un periodo in cui la produzione aquileiese appare da un lato fortemente influenzata dalla tradizione urbana si veda ad esempio il ciclo onorario giulio-claudiodall'altro genericamente allineata alla contemporanea produzione cisalpina si cf.

Fra i vari soggetti mi sembra che valga la pena di sottolineare l'originale iconografia adottata per decorare i fianchi dell'ara di "L. Sembra confermare questa ipotesi un frammento del Museo di Aquileia con danzatrice o Vittoria? La maestria con cui l'artigiano traduce nella dura pietra la stoffa sottile e velificata, che sottolinea la posizione attorta del corpo, aprendosi al contempo in eleganti se pur manierati svolazzi, denuncia una lunga dimestichezza con modelli orientali.

Tuttavia presto la originale, semplice struttura cilindrica venne vitalmente reinterpretata e modificata sia nei dettagli sostituzione ai bucrani di maschere e protomi umane, ma si vedano anche le originali teste di leone entro clipei di Oderzosia nella concezione tettonica del monumento, la cui superficie venne progressivamente occupata da complicati viticci, spesso popolati da presenze animali.

Tale spiccata predilezione per la ridondanza decorativa caratterizza un'altra classe di monumenti funerari, diffusi soprattutto in area altinate-opitergina; si tratta dei segnacoli ottagonali, che presentano gli otto lunghi rettangoli del fusto decorati con inesauribile fantasia: viticci attorti, candelabre di foglie simmetricamente disposte rispetto al fusto verticale emergente da un cespo d'acanto o da un "kantharos", "anthemia" raccordati da foglie d'acanto, fiori trilobi, ecc.

Ad Aquileia sono documentati, purtroppo solo da miseri frammenti, sfuggiti per caso allo scempio delle calcare, anche altri temi tipici della produzione attica: scene di battaglia fra Greci e Troiani oppure fra Greci e Amazzoni, episodi mitici Meleagro e Ippolito ed epici Achille a Sciro, battaglia alle navi, il riscatto del corpo di Ettore ; scarse le testimonianze del tipo con coperchio a "kline" e assenti, se si eccettua il "Kinderkomos", i riferimenti dionisiaci L'unico esemplare integro, con il mito di Meleagro, copia fedele di quello di Patrasso, che stava a Villa Altichiero presso Padova, risulta attualmente perduto Anche il tema attico del tiaso di Eroti venne imitato dagli artigiani aquileiesi, come mostrano i numerosi frammenti con putti, alati e non, intenti a danzare, a lottare, a trasportar cestelli, a meditare; fra tutti spicca quello con grandi ali che soffia entro la sua zampogna, variante del putto suonatore tipico del repertorio attico, che venne ripreso con modeste modifiche anche in un frammento di Portogruaro Possiamo dunque supporre che un committente, avvezzo alla tradizione funeraria dell'Urbe, abbia commissionato il tema a un artigiano di cultura greca, che avrebbe adattato al nuovo soggetto un gruppo desunto da altro contesto, creando una sorta di "pasticcio", cui venne apposta, forse per non ingenerare errate interpretazioni, un'iscrizione esplicativa secondo un procedimento anomalo e non altrimenti documentato.

A modelli attici si ricollegano anche i due frammenti patavini aquileiesi, con scene di Amazzonomachia riprodotte con inconsueta durezza Posteriormente l'eliminazione delle colonnine ma non delle arcate consente la raffigurazione di un mistico banchetto, con la coppia distesa su "kline" secondo la tradizione romana e diversamente da quella greca, che usava rappresentare la donna seduta ai piedi del letto Il classicismo del volto, su cui restano ancora tracce di colore, ben si inquadra nella tradizione dell'ellenismo italico, trovando confronti particolarmente stringenti con il mondo apulo, cui anche ci rimanda un frammento di fregio in calcare istriano all'incirca coevo Nell'ambito delle testimonianze della tradizione ellenistica mediata dall'area centro e sud-italica potremmo ricordare anche il fregio di ordine dorico di Este Beschi ha ipotizzato una collocazione come acroterio centrale nel monumento degli "Aquatores feronienses" Raffigurazioni d'Icaro in contesto funerario sono ben attestate in area norico-pannonica, dove pervennero dal mondo alto-adriatico seguendo una consueta direttrice di penetrazione; scarsissime invece le testimonianze in area centro-italica dove l'unico Icaro sembra essere la statua dei Capitolini, rielaborazione adrianea di schemi policletei 70che nulla ha a che fare con la vitale impostazione del modello alto-adriatico.

Illuminante mi sembra invece il confronto con un bronzetto da Creta, attualmente al British Museum, probabilmente del I sec. Dicono che Dedalo, giunto in queste isole, vi si sia insediato e abbia posto in una di esse la sua statua, nell'altra quella del figlio Icaro" A modelli greci del tardo V - inizi IV sec.

alcuni aspetti delle sepolture di età romana di oderzo

Il raffronto con le Sirene in pietra tenera di Taranto e con quelle del mausoleo numida-ellenistico di Dougga Tunisiadatato agli inizi del II sec. Il recente ritrovamento a Vittorio Veneto, zona strettamente legata alla produzione della vicina Altino, di una Sirena assai simile a quella sopra citata, attesta la fortuna di un modello iconografico che riecheggia forse anche in un problematico rilievo opitergino Pure da Altino loc.Scritti di Archeologia in onore di Margherita Tirelli.

Edizioni Ca' Foscari Dorsoduro Venezia ecf unive. Antichistica Volume Bibliografia di Margherita Tirelli. PDF Abstract. Osservazioni su cinture e cinturoni di Este. Le filatrici sulla situla della tomba di Montebelluna. Eni prekei …. Giovanna Gambacurta. Mariolina Gamba.

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Nomi di luoghi e nomi di fiumi in area altinate: tra lingua e cultura. Anna Marinetti. Anforette a fondo piatto con anse rimontanti da Altino: una possibile produzione locale?

Francesca Ferrarini. Ornata sepulcra. Un surplus auto-rappresentativo. La stele funeraria del liberto Lucius Ancharius Crescens ad Altino.

Giovannella Cresci Marrone. Un paesaggio con imbarcazioni nel santuario repubblicano di Brescia. Filli Rossi. Verona Athesi circumflua. Annamaria Larese. Francesca Ghedini. Ancora sulla bolla plumbea tardoimperiale da Altino.

Michele Asolati. Tomaso M. Elisa Possenti. Ancora sul Museo Provinciale di Torcello e i suoi misteri: i cataloghi ottocenteschi. Irene Favaretto. Istituire il Parco archeologico di Altino. Una riflessione critica.

Marianna Bressan. Vetri del Rinascimento veneziano.Tra questi si segnalano altari cilindrici, molte stele del tipo a pseudo edicola, con la raffigurazione dei volti dei defunti, molte delle quali di provenienza Ottocentesca, un tempo appartenuti alle collezioni personali di importanti famiglie opitergine.

Il Mosaico della caccia, dal tema dei soggetti raffigurati, datato al III secolo d. Moderno mecenate, il dott. Guglielmo Marcuzzo, da appassionato studioso della cultura archeologica opitergina, ha sovvenzionato il restauro del cavallo.

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Nel settore meridionale rispetto al centro opitergino era stata individuata una necropoli preromana dove sono state portate in luce circa 60 sepolture, riunite in una quindicina di tumuli. La sepoltura risale al V secolo a. Molti scrittori illustri, greci e latini, quali Omero, Alcmane, Esiodo, Pindaro, Plinio, Strabone associano il popolo dei Veneti alla fama dei cavalli da corsa che allevavano, usati nelle corse delle principali competizioni sportive del mondo greco.

Sappiamo che nel a. Trasparenza Organizza i tuoi eventi Sostienici. Museo Archeologico Eno Bellis. Esposizione permanente. Primo piano. Piano terra. Focus - Un cavallo veneto e la sua bardatura.


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